*** POST HUMAN DESIGN ***

:/ Torre Liprando_Via Pietro Giannone 9

 

L’installazione Post Human Design, conduce i visitatori attraverso un viaggio trans-mediale, ambientato in uno scenario futuribile che mescola la realtà aumentata ad un ambiente allo stato naturale, quasi primordiale. La mostra rende i contenuti fruibili per mezzo di un’user_experience coinvolgente, che rende attore chi ne fa esperienza, sfruttando gli strumenti tecnologici che ognuno di noi porta sempre con sé. L’allestimento fisico è suddiviso in tre zone tematiche che rappresentano gli step da percorrere: dalla “rinascita”/profilazione dell’avatar guida, all’esplorazione degli scenari, fino al raggiungimento di un pensiero critico, per suscitare dialogo tra i partecipanti, e stimolare diversi livelli di consapevolezza rispetto ai temi sensibili in stretta relazione con l’epoca in cui viviamo.

L’Antropocene è l’era geologica in cui stiamo vivendo attualmente, durante la quale l’uomo è diventato il fattore che influenza in maniera massiva l’ambiente e gli ecosistemi. Appartiene ormai all’opinione pubblica la consapevolezza di stare modificando a tal punto gli spazi naturali intorno a noi che, in pochi anni, paradossalmente, saremo sempre meno in grado di abitare il nostro pianeta. E’ meno lampante il fatto che possibili futuri possano essere abitati, definiti e plasmati da esseri umani diversi ed ulteriormente evoluti: l’innovazione tecnologica in diversi settori permette di ipotizzare un rapporto sempre più organico tra il corpo ed essa, andando a rendere futuribile uno scenario evolutivo verso ciò che la fantascienza (ormai anche la scienza) definisce cyborg o bioborg. Tecnologie di modifica targettizzata del DNA, oltre a poter consentire, in un “breve” lasso di tempo, di curare alcune malattie genetiche, proiettate in futuri meno prossimi, consentono di pensare a un uomo sensibilmente modificato da esso stesso e a proprio piacimento, nella catena genomica. Ancora, tecnologie sempre più evolute in ambito di realtà virtuale/aumentata/mista, ma semplicemente lo sviluppo estremamente rapido del mondo digitale, portano all’ipotesi di un ulteriore sviluppo delle vite “parallele” alla dimensione reale.

Muovendosi in un contesto complesso, in cui i diversi layers convivono sullo stesso piano, intersecandosi e definendosi uno con l’altro, si generano scenari disruptivi che coinvolgono in maniera differente, le sfere interiori dell’“essere umano” e le loro manifestazioni nella complessità sociale. Stiamo quindi andando incontro a un momento cruciale nella nostra storia evolutiva, che diventa fondamentale per tutto ciò che ci circonda, e riteniamo che il genere umano non si stia dimostrando in grado di poter affrontare da protagonista questi prossimi e radicali cambiamenti. Forse la velocità del progresso e delle innovazioni nell’ambito tecnologico, inteso nel suo più ampio significato, non sta venendo accompagnata, con la stessa intensità, da un progresso nel sistema delle istituzioni, dall’educazione alla politica. Certamente questo non facilita la sensibilizzazione e l’attivismo intorno a temi fondamentali, generando individui che non sono pienamente coscienti dei processi e delle trasformazioni in atto o futuribili.

Esistono sicuramente una moltitudine di futuri, che non siamo stati in grado di esplorare, e non vogliamo assumere il ruolo di fotografi del 22° secolo, ma siamo intimamente mossi dal pensiero e dalla convinzione che la speculazione, nel suo significato letterale, intorno a futuri possibili, plausibili e probabili, sia un mezzo fondamentale di cui servirsi, per alimentare una visione critica del presente e aumentare quindi il grado di consapevolezza intorno a tematiche fondamentali. E’ necessario che scaturisca interesse nell’opinione pubblica, per generare una partecipazione attiva a mutamenti che riguardano le nostre dimensioni personali. Ed è auspicabile che il prendere coscienza di tutto ciò possa veicolare un’evoluzione spirituale ed etica che vada di pari passo con le altre sfere intime dell’uomo, superando una visione superficialmente antropocentrica.

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