*** CORSO GARIBALDI 91/B ***

 

Per la prima volta a Milano il progetto “SkinCities” proposto e realizzato da Frank&Frank, un’importante occasione per riflettere su come il design può offrire un contributo alla comprensione del nostro tempo.
Il progetto vuole ristabilire pari dignità ai luoghi della Terra, affiancando in modo provocatorio, attraverso le mappe delle città laserate sulla pelle, i luoghi dove viviamo con i luoghi sognati, odiati o dimenticati del mondo; ognuno nella sua preziosa e disperata diversità.
Frank&Frank propongono una coraggiosa riflessione rappresentando le cartografie di luoghi accanto ad altri le cui bellezze sono state dimenticate. La mappa di Milano accanto a quella di Aleppo, quella di New York accanto a quella delle città israelo/palestinese di Hable e Matan, Venezia accanto all’antica capitale dell’Afganistan Kandahar, Tokyo a Tjuana.
SkinCities reinterpreta le regole della cartografia rileggendone il tessuto urbano; come le mappe di antichi esploratori, esse raccontano la nostra cultura e la nostra storia, come una sorta di cellule nervose che crescono nel tempo. Culture, labirinti e spazi diversi, come il “colore della pelle” su cui sono laserate, diventano solo più una piacevole opportunità.
La mappa ha inoltre il potere di mettere a nudo le città da qualsiasi pregiudizio, grazie alla sua neutralità ridona dignità ai loro abitanti e fa riemergere la storia e le dinamiche che le accomunano, testimonianza viva di ciò che siamo stati, siamo e saremo.

Le pelli utilizzate hanno provenienze tra le più diverse, a volte scelte per alcune “imperfezioni”, esaltando così la bellezza della diversità, nel rispetto della vita che sono state, esattamente come i luoghi che rappresentano. Il progetto vuole dare dignità e considerazione anche agli animali che hanno condiviso con l’uomo la loro esistenza. Ad esempio la pelle di cammello asiatico, con la quale è stata realizzata la mappa di Kandahar, presenta ancora i segni delle punture degli insetti durante le traversate nel deserto.
Incidere qualcosa sulla pelle è un atto indelebile di consapevolezza. Sulla pelle che reca impressa le città di Aleppo ci troviamo di fronte ad una visione che, se ad un primo sguardo può sembrare solo estetizzante, ci invita ad una considerazione: questi sono luoghi che appartengono ad un importante passato e presente di cui ne portano allo stesso modo i segni e la memoria: l’oriente, la culla della civiltà, i conflitti…
Hable e Matan, forse visivamente l’esempio più esplicito, sono due città così vicine ma così diverse da essere quasi un unicum, non fosse per il confine tra Isralele e Palestina che le divide, tagliandole violentemente a metà con un muro. Eppure la loro bellezza è in questa loro simbiosi, nella loro disperata diversità.
Le affascinanti tracce che ogni cultura ha lasciato sul pianeta possono indurci ad abbattere, oggi, la distanza tra noi e gli altri?

BEFORE DOS

AFTER DOS