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Design Open’ Spaces [DOS] è un’organizzazione che nasce dalla collaborazione sinergica tra istituzioni pubbliche e attori privati che con il loro lavoro portano a riaprire spazi dimenticati, lavorando attraverso le pratiche del design, per renderli di nuovo disponibili alla comunità.

DOS si propone come il primo distretto diffuso del design ed inaugurerà durante la Milan Design Week 2019 [8-14 Aprile 2019].

La società occidentale contemporanea, quella industrializzata, ha prodotto un mondo di scarti. Cibo, oggetti, ma anche luoghi.
In questa prospettiva la cultura del design può svolgere un ruolo determinante attraverso l’adozione di un approccio progettuale innovativo, sperimentando interventi in grado di riconsegnare questi luoghi a nuove possibilità d’uso.

Tra i temi principali dell’operazione, quindi, c’è la volontà di riaprire luoghi ‘assopiti’ e disseminati sul territorio urbano della città di Milano, attraverso gli strumenti propri del design.
L’occasione è quella della Milan Design Week, appunto, durante la quale, attraverso la collaborazione con l’amministrazione comunale e alcuni gestori di spazi, sarà possibile utilizzare alcune aree per creare mostre ed eventi legati al mondo del progetto.

Gli spazi in oggetto solitamente vengono messi a bando ma, a fronte dell’opportunità di essere dati in gestione, risultano poco appetibili perché richiedono lavori di manutenzione o ristrutturazione a volte anche ingenti.

Partecipando al progetto DOS, aziende e designers esporranno all’interno di spazi inediti del centro di Milano, inserendosi nei distretti principali del Fuorisalone. Gli spazi sono a disposizione a prezzi calmierati.

Aziende ed espositori hanno la possibilità di valorizzarsi con progetti di responsabilità sociale d’impresa, attraverso la rigenerazione di uno o più spazi pubblici aperti alla cittadinanza.

Il circolo virtuoso che si sta provando a creare con il progetto, infatti, cerca di coinvolgere sia attori pubblici che privati: l’idea è quella di lavorare con aziende che lavorino nel campo dell’edilizia [vernici, intonaci, pavimenti, ma anche carte da parati, serramenti, porte, ecc] e che, a fronte di un investimento da parte loro risistemino gli spazi. In questo modo avrebbero la possibilità di essere presenti contemporaneamente alla design week in più punti interpretando liberamente ogni location, con la possibilità ulteriore di mantenervi i propri materiali/prodotti utilizzati anche successivamente, quando lo spazio sarà riassegnato.

La seconda modalità di partecipazione è quella pensata per aziende o giovani progettisti che possono esporre progetti, prodotti o contenuti.

C’è poi il coinvolgimento delle scuole di progetto, nello specifico, per quanto riguarda l’Italia il Politecnico di Milano, attraverso degli spazi dedicati.

Per dare visibilità alle azioni e agli attori saranno utilizzati strumenti tipici della manifestazione, sia analogici che digitali.
La guida cartacea raccoglierà tutte le informazioni sui partner e gli eventi dell’iniziativa, mentre la mappa aiuterà i visitatori ad orientarsi tra le istallazioni proposte. Una bandiera segnalatrice, poi, sarà apposta all’ingresso di ogni spazio riaperto.

Per aumentare il raggio di azione dell’iniziativa non si può prescindere dall’utilizzare dei canali digitali come un sito internet e i social network maggiormente frequentati [facebook, instagram, twitter, ecc].

Il piano di comunicazione DOS è ideato da agenzie e studi attivi da anni nel circuito degli eventi della design week.

Tra gli organizzatori e Partner: Studio emiliolonardodesign, già co-fondatore di Isola Design District; Re.Rurban Studio, già fondatore di Zona Santambrogio e Studio Ghigos, già operativo in Bovisa Design District.

A questi si aggiungono, come Partner, l’Area Politiche per l’Affitto e valorizzazione Sociale spazi e la Scuola del Design del Politecnico di Milano.

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