About // DOS – Pixel City

PIXEL BY PIXEL, BUILD THE CITY OF FUTURE.
 
Augmented reality X Urban Empowerment

DOS, per più di un decennio e a partire dai primi anni ‘80, è stato il sistema che consentiva ai personal computer di funzionare; senza, l’avvio non era semplicemente possibile.

Da questa metafora nasce DOS – Design Open’ Spaces, un modello operativo basato sul design, attraverso cui portare innovazione nei territori, partendo dalla città di Milano, aprendo letteralmente spazi – reali e virtuali, creando nuovi sguardi sull’innovazione e sullo spazio urbano. L’occasione è stata quella della Design Week, momento centrale per il mondo del progetto nel capoluogo Lombardo, per testare un modello esportabile in ogni città del mondo: un approccio nuovo alla creazione e fruizione di contenuti.

Attraverso questo approccio DOS intende portare il mondo del design a dialogare con lo spazio urbano, si riqualificando aree e immobili in disuso, che attraverso l’uso della realtà aumentata per creare un dialogo con lo spazio urbano.

“DOS è un progetto che vuole dare spazio anche ai giovani designer e prende il via da Milano, la città che prima di tutte ci ha permesso di esprimerci come designer e che ci ha ispirato nelle contaminazioni, nello sharing di idee e progetti a livello internazionale. Infatti, la manifestazione ha tra gli obiettivi quello di portare all’interno del panorama del design l’“integrazione tangibile” di azioni virtuali, che ad oggi non ha trovato ancora un terreno di collocazione e che, anche a causa dell’emergenza sanitaria, appare quanto mai idonea a consentire di creare nuovi modi di fare progetto e di creare relazioni”

La realtà aumentata abbatte i confini fisici, portando designer, aziende e brand alla conquista dello spazio urbano.

Design Open’ Spaces è un’organizzazione che nasce dall’idea dei designer Emilio Lonardo e Diego Longoni di creare una collaborazione sinergica tra istituzioni pubbliche e attori privati che, con il loro lavoro, portano a riaprire spazi dimenticati o a valorizzare aree urbane specifiche, attraverso le pratiche del design, per renderli di nuovo disponibili alla comunità, secondo la filosofia “human scale”, con conseguente valorizzazione urbana e sociale delle città.
DOS si spinge oltre i confini fisici introducendo la realtà aumentata. Un’idea che allarga il concetto di distretto diffuso e racconta la globalità della nostra epoca, azzerando le distanze e il tempo. La città si trasforma così in Pixel City, creando una esibizione fisica e comprendendo una serie di punti strategici denominati Pixel Attivatori, dove una serie di iniziative ed esposizioni uniranno la componente fisica a quella digitale, così che ogni visitatore potrà visionarli sia passeggiando per le vie della città che rimanendo seduto a casa propria.

Il Dos Circuit tocca i principali punti strategici della città, dove il territorio si anima di contenuti che regalano agli utenti esperienze di fruizione aumentate e amplificate, oltre a quelle tradizionali negli spazi solitamente aperti.

RIGENER-AZIONE

La società occidentale contemporanea, quella industrializzata ha prodotto un mondo di scarti.
Cibo, oggetti, ma anche luoghi.
In questa prospettiva la cultura del design può svolgere un ruolo determinante, attraverso l’adozione di un approccio progettuale innovativo sperimentando interventi in grado di ridisegnare modelli di sviluppo, di reinventare approcci.
Grazie alla relazione strategica tra le istituzioni, la Scuola del Design del Politecnico di Milano e alcune realtà del mondo del progetto già attive da anni
nell’ambito della design week, DOS con la sua seconda edizione, si struttura come offerta innovativa in nell’approccio agli eventi del design.
Il modello proposto è quello di usare il business per fare design, convertendo modelli sedimentati in azioni di progetto, interpretando spazi pubblici e aree urbane, attraverso il nuovo layer della realtà aumentata, per la promozione di brand, prodotti e servizi legati al mondo del progetto.

PHYGITAL

Il PHYGITAL connette i mondi fisico-virtuali, andando a ridisegnare i paradigmi delle customer experience.
Phygital coniuga il mondo online con quello offline cercando di attingere dagli aspetti migliori di ognuno per creare un’esperienza più completa e soddisfacente. La caratteristica principale di questo approccio è la multicanalità, grazie alla quale il processo di interazione delle persone diventa più fluido e facile oltreché integrato in una dinamica multisensoriale e immersiva.

Attraverso dinamiche phygital, si lavora per rendere le tre “I”, reali e concrete:
Immediatezza:
garantire che le cose accadano in un preciso momento;
Immersione:
rendere l’utente parte integrante e attiva dell’esperienza;
Interazione:
generare uno scambio, necessario per attivare la parte più
fisica ed emotiva del processo esperienziale di acquisto.

team

Emilio Lonardo

Designer e docente al Politecnico di Milano e a Poli.Design. Lavora con aziende e privati su diversi ambiti: dall’interior al prodotto d’arredo, comprendendo progetti di grafica e di brand startegy. Il lavoro accademico si concentra principalmente sulla rigenerazione urbana. Fondatore del marchio di stationery “Quadentro” e project manager con Diego Longoni del progetto DOS – Design Open’ Spaces.

Diego Longoni

Service designer, fondatore dello studio re.rurban, incentrato nella creazione di eventi e comunicazione: fondatore di Zona Santambrogio, Inhabits Design City, Bovisa Drive In e la start up RE_light. Art direction, supporto alla consulenza strategica per la creazione di concept per format di comunicazione e produzione di eventi. Con Emilio Lonardo project manager di DOS – Design Open Spaces. 

Elisa Fallani

Interior designer, originaria di Bologna, con sede a Milano. Durante la frequentazione del liceo artistico, ha avuto la possibilità di scoprire il mondo dell’architettura e del Design, per poi trasferirsi per studiare Design al Politecnico di Milano. Nel 2016 consegue la Laurea in Design degli Interni per poi proseguire gli studi frequentando il Corso di Laurea Magistrale.

Ilaria Pavone

Nata a Benevento 23 anni fa, si trasferisce a Milano nel 2016 per conseguire la laurea in Product Design.
Da sempre appassionata di arte e pittura, oggi è una graphic e product designer.

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The bench collective is the best collective on earth (and other soon to be discovered terraformed planets). This is totally not a placeholder description.